• GSB Staff

Parole di Basket


Vivere il basket, pensare il basket. Anche attraverso le parole, i consigli dei grandi maestri di questo sport. Personalmente è iniziata la decima stagione effettiva nelle vesti di istruttore/allenatore ed ovviamente, come tutti i miei colleghi, ho le mie consolidate routine tecniche, degli esercizi di allenamento che tendo a riproporre con agio, anche trasversalmente rispetto alle annate (con gli ovvi correttivi, soprattutto in termini di obbiettivi): praticamente delle “comfort zone” da palestra, spesso guarnite da istruzioni e dimostrazioni che negli anni ho provato a cesellare in maniera sempre più precisa, almeno rispetto alle mie convinzioni in materia.

Ma proprio in questa stagione in cui sono tornato a lavorare con fasce d’età alquanto “piccole” - più precisamente dalla quarta elementare fino alla seconda media - mi ritrovo ad interrogarmi di continuo sull’esatta rotta che i miei atleti e mini-atleti devono (o dovrebbero) percorrere in una fase tanto importante del loro sviluppo psico-motorio. Tra le “bussole” cui non dimentico mai di rivolgermi c’è una citazione di un caro amico compianto (raccolta in seno ad un’intervista per Bergamo&Sport), con il quale ho condiviso tante serate e telefonate infinite per parlare, ovviamente, di basket. Un allenatore che forse qualcuno ha “accantonato” troppo in fretta a Bergamo, ma che tanti suoi giocatori portano sempre nel cuore (l’aggettivo “suoi” in questo caso è davvero il più adatto; in tal senso ho davvero apprezzato la menzione di Giulio Mascherpa, al suo secondo approdo nella Città dei Mille, nei confronti di colui che lo ha lanciato).

"Il miglioramento della squadra passa dal miglioramento individuale dei giocatori: chi pensa che siano le alchimie tattiche a portare le vittorie, mente sapendo di mentire".

Coach Pier Davide Agazzi

Foto by Negativopositivo-SPORT (di Luca Sonzogni e Martina Spinelli)

Un altro concetto che da anni provo a coltivare e ad innestare nei miei gruppi-squadra è quello di una sorta di “basket democratico”: al di là del termine d’ambito politico, intendo la ferma volontà di creare gruppi dove non ci siano una o due “stelline” cui gli altri fanno da insipido contorno, ma collettivi in cui tutti possono dare il loro mattoncino, il loro sostanziale contributo, sia in attacco che in difesa. Una squadra che quindi sviluppa ed imbastisce una rotazione di effettivi sempre più lunga, trovando di serata in serata il protagonista eventualmente più ispirato, dove tutti sono importanti ma nessuno è imprescindibile. Un modello secondo me sostenibile e perseguibile proprio per realtà di provincia come il nostro GSB. In tal senso ho trovato davvero calzante un frangente di una conferenza stampa di Matteo Boniciolli, navigato head coach della Fortitudo Pall. Bologna 103, durante questo primo scorso di campionato in Serie A2. L’allenatore triestino ex-Virtus Roma parlava di “consapevolezza del valore del possesso”, precisando poi che “quando si sa che il pallone che si ha in mano lo si è conquistato faticando, siamo tutti più attenti” (ovviamente nella gestione dello stesso).

Spero di non aver tediato eccessivamente i nostri lettori, e mi auguro di riuscire a ritagliarmi dell’altro tempo per riflettere con loro su alcuni risvolti di questo bellissimo sport.

Onofrio Oscar Zirafi

#OnoxCoach #GSB #GSB1

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